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Arrivato lo stencil del SIRUCA di Fabrizio Schiavi


Ad oggi il sito di Fabrizio (www.fsd.it) dice che ne sono rimasti 22 su 40.
E viene così descritto :
This stencil is an A3 steel foil of 0.2mm depth perforated with the design of the essential Siruca glyphs. X-height is 30mm

In una minimale busta in cartone grigio, con la scritta realizzata probabilmente a mano proprio usando lo stencil (in italiano si dice "maschera"?), mi è arrivato infatti un foglio di metallo forato con intagliato il font Siruca, con le lettere alte 30 mm.

Il Siruca è la versione a caratteri del fonts di simboli Siruca Pictograms, scaricabile gratuitamente con licenza Creative Commons, realizzato per la segnaletica dell'Al Hamra Complex a Kuwait City, un progetto dello studio di architettura Duccio Grassi e SOM di New York.
Non è ancora disponibile sotto forma di font da installare e usare su Mac o PC e sinceramente non so se abbia intenzione di metterlo successivamente in vendita sul suo sito.
Certo che la goduria attuale di rimettermi con china, matite e pennelli ad applicarlo compensa la mancanza della versione computerizzata.
Quando avevo visto la scheda del progetto, di cui inizialmente aveva solo parlato senza che dal sito fosse ordinabile o scaricabile nulla, avevo chiesto a Fabrizio se avrebbe mai reso disponibile qualcosa. Perché mi aveva molto colpito una simbologia così genialmente semplice e rigorosa, immediata e adattabile completando da soli addirittura le parti mancanti seguendo un sistema di proporzioni e di regole facilmente intuibile e applicabile. Mi aveva risposto ridendo qualcosa tipo "Forse, non so, vedremo...", con la sua solita indefinitezza da montanaro sospettoso e un po' "stitico".
D'altronde ci conosciamo da tempo e ci siamo intrecciati 1000 volte.
Ma non voglio parlare oltre di Fabrizio Schiavi, per non sprecare subito tutte le cartucce. Perché voglio tornare spesso a parlare delle sue doti straordinarie, in modo anche contraddittorio e peloso come è giusto trattarlo per il suo carattere di merda che poi in fondo lo rende unico e adorabile. Così come è.

Ed essendo lui permaloso un po' se la prenderà per questo finale. In modo compiaciuto, ovviamente.


Le foto sono tratte dal set di Flickr "Grezzo (Bardi) dettaglio studio", pubblicato anche come album su Facebook.


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I graffiti animati di "BLU" e il Conchetta


Straordinario. Di Senigallia, pare.
Ultimamente ero rimasto colpito per l'ennesima volta da un suo graffito e per l'ennesima volta non l'avevo collegato a lui.
Forse "distratto" dal fatto di doverlo vedere in TV associato a pessimi e reticenti servizi giornalisti che male e strumentalmente hanno raccontato il recente sgombero di COX18 ("il Conchetta" per quelli più vecchiotti come me o perlomeno che i centri sociali li hanno frequentati negli '80 e primi '90 o più correttamente il CS Virus).
Conchetta era per me l'altro Centro Sociale, dove si produceva davvero cultura e ci si atteggiava meno. Il cyberpunk e i primi esperimenti di connessioni alla rete Televideo con accrocchi artigianali e geniali realizzati con pezzi di Minitel francesi.
Era soprattutto andare a sentire Primo Moroni.
COX18. Spazzato via. Dai "vincitori" prima ancora che dai celerini. Dai dominanti.
Che non possono neanche sapere il danno che ristrutturando faranno; se ne sbatteranno di intonacare o addirittura abbattere la parete dell'opera di Blu.
Non hanno visto il suo sito. E non lo capirebbero comunque.
E sarebbero schifati dai suoi graffiti animati a passo uno. Lavori immensi.
Come il filmato di MUTO realizzato a Buenos Aires.

Se ne sbatteranno del contenitore perché vogliono liberarsi soprattutto del contenuto.
E se durante lo sgombero del 1989, con gli occupanti sul tetto che si tagliavano il petto lasciando cadere simbolicamente il sangue sulle forze dell'ordine in gran tenuta da guerra, avevo avuto immediatamente la sensazione che tutto sarebbe ripreso forse addirittura più forte e organizzato di prima ora quella sensazione non ce l'ho.
Perché non ho visto la stessa mobilitazione di allora. Perché non vedo l'apporto di quelli che arrivano: dei giovanissimi.
Che non ne sanno niente. E anche a loro, come ai comitati d'affari, non interessa nulla.
Troppo faticosa e aliena l'offerta di una cultura antagonista.

Abbiamo sbagliato in tanti, se si è creato questo vuoto che non permetterà ricambio generazionale e rilancio.
Ma potevamo davvero non perdere?

E intanto Milano si prepara con un'indifferenza a suo modo accogliente all'arrivo delle delegazioni dei movimenti neofascisti e neonazisti di mezza Europa.
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E' ancora misteriosa la dinastia Mastella?

Pubblicato un intervento nella sezione OPINIONI su PIACENZANIGHT.COM (clicca qui)

Poco piu' di un anno fa era comparsa un'opinione al proposito proprio qui su PCNIGHT. Chissa' se Ettore P. Bongiorni lo scriverebbe ancora.

Un post molto veloce. In omaggio alla "memoria" di internet, che spiegherebbe l'ansia continua che ha il governo italiano di metterci mano unendosi così gioiosamente al club dei censori con Cina, Birmania, Cuba e Iran.
A differenza di Piacenza Night il sito di Forza Italia è famoso per gli aggiustamenti a ritroso, cioè per sistemare quelle parti di archivio riguardanti promesse non mantenute o impossibili da mantenere. Per evitare che qualcuno possa fare come sto facendo io, arrivando con tanto di data e ora a chiedere "Ma qui era stato detto questo e quello", vengono infatti tolte o modificate tutte le parti scomode o "inattuali". Per evitare il fastidio che sicuramente suscita Blob quando ritrasmette vecchie dichiarazioni al vetriolo di Bossi sul "mafioso di Arcore" e tante altre chicche simili.
Nonostante un dichiarato amore cieco e appassionato del proprietario di questo sito per "l'unto dal signore" (almeno in passato) su Piacenza Night posso affermare, avendo accesso all'area di amministrazione, che tutto è ancora lì disponibile e "scagliabile" alla bisogna.
Nell'archivio delle opinioni infatti è ancora presente un intervento di un sedicente opinionista (collega che non conosco?) che si firmava Ettore P. Bongiorni. Citava un'ottima inchiesta, per quanto parziale, sul giornale fantasma di partito Il Campanile e lo scandalo dei finanziamenti pubblici ricevuti e di come questi fondi siano stati poi gestiti dalla cricca Mastella.
L'articolo è qui.
Articolo reticente, perché contemporaneamente Report su Raitre se ne usciva nello stesso periodo con una puntata coi controcoglioni in cui sia parlava di cifre ben più rilevanti anche per Libero, Il Foglio, l'Unità, il Giornale e tanti altri.
Ma non bisogna dimenticare che quando fu pubblicato il pezzo Mastella era ministro del governo Prodi e grottescamente era addirittura alla giustizia. Nel gennaio 2008 il precedente governo cominciava a scricchiolare proprio sotto il peso dei ricatti di Mastella (e famiglia dato che il problema è nato propria delle indagini sulla moglie).
Ora appare chiaro quello che molti avevano paventato come frutto di un accordo con un Berlusconi, disposto a qualsiasi cosa pur di far cadere la risicata maggioranza in Senato, comprese le cafonissime raccomandazioni di attricette "amiche" e parenti di altri senatori della maggioranza a suo parere abbordabili nelle famose telefonate con Saccà.
Chi lo aveva detto a suo tempo era stato accusato di dietrologia, paranoia e la solita sfilza di attacchi gratuiti. Ma ora Mastella rispunta guarda caso candidato per il PDL.
E quindi la domanda viene spontanea: è ancora il "sudicione" inguardabile che descriveva Bongiorni? Oppure si è redento per il solo fatto che l'inchiesta che lo riguardava e anche quelle che riguardavano la moglie sono state abissate dagli improvvidi interventi del ministro della "giustizia ad personam" dell'attuale governo? O peggio ancora dato che ha il merito di aver fatto cadere Prodi tutto il resto passa?
E poi in fondo, in quanto a condannati con sentenza definitiva per reati di corruzione, si troverà in buona compagnia no?


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RASSEGNA STAMPA ESTERA: Berlusconi riesce sempre a cavarsela


Preoccupato dall'assuefazione che noto ogni giorno di più attorno a me cerco di osservare l'Italia da fuori, per capire se sono io il paranoico oppure se le basi delle regole democratiche sono veramente saltate.
Consiglio a tutti un'occhiata alla stampa estera, testate conservatrici comprese, per farsi un'idea di come ci vedono e di come nessuno riesca a farsi una ragione dell'anomalia e della nostra deriva populista.

Questa volta è il turno della stampa olandese, con Eric Arends (corrispondente del Volkskrant da Roma).

Cito solo l'inizio per far capire il tono:
Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali.

Consiglio di dare una letta qui (oppure qui, in lingua originale per i più scettici).
E comunque di dare sempre un'occhiata al sito ITALIA DALL'ESTERO.

Ma voi? Cosa ne pensate?

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Gara provinciale di Karatè a Bardi. Marcello sul podio.


Marcello non voleva gareggiare per paura di non vincere. Preoccupante.
Dovremo "lavorare" parecchio su questo aspetto del suo carattere e spero che sia legato anche all'età.

Alla fine l'ho convinto e si è piazzato nella categoria "Materne": 4° nel percorso agilità, 3° al palloncino, 2° nella prova di stile libero, 1° nella "combinata".
Lucrezia purtroppo solo sesta nella combinata (decima, quinta, quinta nelle prove) ma soddisfatta.
C'erano un mare di bambini e ragazzi ed è stata come sempre una bella festa dello sport.
Questo conta sopra a tutto.

Orgoglio di papà, non riesco a nasconderlo.
Ho pubblicato qualche foto su Flickr anche se le foto fanno abbastanza schifo e sono figlie della confusione (e anche dell'agitazione).

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Arrivati i nuovi BIGLIETTI DA VISITA "Google Style"


Non è un'idea originalissima. Ma quando ho visto in rete le varianti sul tema mi sono immaginato più volte come strutturare il contenuto del mio futuro biglietto "googlizzato".
Mi piaceva l'idea di un "Forse cercavi". E di poter riportare più risultati contemporaneamente e quindi rappresentarmi sfaccettato come in realtà sono. Il privato e il professionale fusi insieme come è la mia vita di tutti i giorni, nello studio sotto casa dove lavoro e dove a volte passo anche il tempo libero per smanettare e studiare o lavorare a progetti personali senza sapere bene se sto cazzeggiando o in fondo ancora lavorando.
E l'occasione è arrivata con l'offerta VISTA PRINT di una prova gratuita del servizio di stampa on-line, con 250 biglietti per solo le spese di spedizione.
Fra l'altro non ho saputo resistere all'attesa e me ne ero stampati una decina da portare al Parma WorkCamp di sabato scorso, ritagliati a mano e addirittura plastificati.

Sembrerà strano ma pochi ne capiscono il senso o l'ironia.
Mia moglie non li ha capiti eppure lavora con me e non è proprio aliena ai progetti informatici. Forse solo al mio humor.
Luigi, il responsabile dell'ufficio grafico della ditta e che quindi ha fatto il Toschi come me, mi ha chiesto se era un servizio di Google con la stampa dei biglietti con il risultato che ti riguarda...
Per fortuna c'è Michele, dell'area marketing, che io prendo sempre in giro perché arriva da lunghi anni come account in Lowe con l'acidità che riservo al mondo della retro-comunicazione milanese che purtroppo ben conosco. Viva Michele.
Guido (il grande capo di Regalami il Tuo Sogno srl) invece mi insulterà perché non si legge nulla e sono le "solite cose da grafico". Ma non vedo l'ora di vedere come si incazzerà la prima volta che li tirerò fuori in un'occasione ufficiale. E' più forte di me.


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PARMA SHADOW 2.0: intervento su "controriforma GELMINI e montagna"


Pubblicato il mio intervento sui devastanti effetti della controriforma Gelmini per i territori rurali e in particolare per i territori montani. Lo trovate qui.
E' il mio primo contributo in qualità di membro di SHADOW 2.0, il governo ombra virtuale delle amministrazioni di Parma e provincia.Fra le altre cose concludo avvisando i "guidatori" che li terrò d'occhio e che mi presenterò ai prossimi dibattiti pubblici, facendogli domande chiare e circostanziate sull'argomento.I rappresentanti politici avvisati via mail della pubblicazione finora non hanno reagito e quando li incontro evitano con maestria l'argomento.
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Contrordine, la maldestria di Berlusconi a volte è apprezzata all'estero

Pubblicata "OPINIONE" su PIACENZANIGHT.COM

Potete leggerla qui.
Riporto il "catenaccio".

ALITALIA. L'ironia della stampa francese su quello che per loro è diventato davvero un affare
Riporto un articolo di LES ECHOS che si commenta da solo.
Per chi aveva ancora dubbi sulla disastrosa gestione del "caso Alitalia" ora ha questo bello spunto.
Personalmente non amo essere preso per il culo dai francesi. Ma come si fa a biasimarli. Sono veramente al settimo cielo.
Di solito è l'italiano che ti fa il pacco, il contropacco e il contropaccotto. Stavolta invece...
Mi devo quindi scusare poiché in una delle mie precedenti opinioni ho affermato che Berlusconi viene visto all'estero come "l'italiano furbetto, che è sceso in politica solo per proteggersi dai suoi gravi e reali problemi giudiziari e che fedele alla sua origine da imbonitore televisivo non può resistere alla sua stessa volgarità e cafoneria. Questo è il ritratto che esce sempre, con veri accenti di stizza e fastidio, sia da destra che da sinistra."

E invece devo constatare che non sempre è solo "stizza e fastidio"
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Mediaset e la lezione da Corea del Nord


Pubblicata opinione su PiacenzaNight.com (clicca qui)

Ho resistito e ho voluto vedere fino a dove voleva arrivare il servizio su Bettino Craxi di domenica 4 gennaio.

Mi ci sono imbattuto per caso in piena convulsione da zapping, dopo una bella giornata passata con i miei figli in un febbrile lavoro di redazione per il loro libro (trema Nicola... "I custodi delle rune" ci fa una pippa).
La stanchezza mi ha tradito e quando su Canale 5 ho visto iniziare il documentario su Craxi mi sono detto: "Vediamo cosa sono in grado di sparare stavolta".
E' effettivamente preoccupante che un integralista della storia come me, un vero rompiballe incazzoso in questo senso, si stia quasi assuefacendo al revisionismo imperante. Ma c'è anche la curiosità ingenua di vedere "l'arte dell'artifizio" fino a dove può arrivare anche per potersi chiedere "perché lo stanno facendo" e soprattutto "con quale obiettivo".
Devo ammettere però che non ero pronto a tanto. Sono un "pischello" e la storia,
quella ancora da riscrivere da capo, mi travolgerà!
E io fesso che non sapevo che Pinochet era caduto grazie a lui, che scatenò da solo la Primavera di Praga, che fu tutto suo il merito del disarmo dell'Unione Sovietica e che Blair non è altro che un suo allievo di second'ordine (non diteglielo però, non si sa mai... sapete come sono gli inglesi...).
Ignorante e cocciuto come sono, pur essendo presente e lucido durante il fulgido regno di Re Bettino, non ho voluto rendermi conto e tenere memoria che anche Solidarnosc deve tutto a lui, che ha fatto nascere l'Europa unita, oltre ovviamente a far cadere il muro di Berlino.
Ovviamente va premesso che in Italia, come tutti sanno (!) hanno governato per cinquant'anni i comunisti e non la DC che dagli anni '60 ha poi governato indissolubilmente con i socialisti. Per fortuna ho scoperto che negli anni '80 (e solo allora) è arrivato Craxi a salvarci.
Anzi! Salvarci è poco!
Ora che sono
"nuovamente informato", vorrei trovare quel porco che ha messo su Youtube le varie sfuriate del Presidente Pertini con Craxi, perché non possono essere vere: il documentario è stato chiarissimo e solo uno sprovveduto potrebbe non sapere quanta stima e amicizia ci fosse tra i due.
Ricordatevi poi amici, che la lotta al terrorismo la si fa in modi diversi a seconda di chi... si è. Se ti chiami Craxi e negli anni '70 e '80 sei stato contro alla linea della fermezza con le Brigate Rosse allora va bene, anche quando fai scappare il terrorista palestinese Abu Abbas e lo riconsegni nelle mani di Saddam Hussein. Io smemorato ricordavo una crisi diplomatica con gli Stati Uniti senza precedenti e invece devo ringraziare chi mi ha fatto ricordare che andò tutto per il verso giusto e nessuno si arrabbiò.
Devo ancora capire chi è quel sovversivo che in tutti questi anni mi ha riempito la testa con i nomi dei conti bancari
personali, oltre a quelli di partito, che teneva all'estero e poi perché ho in testa un'immagine ricorrente di Craxi e Berlusconi praticamente indissolubili. E già, perché nel documentario non ce n'è traccia, neanche per un secondo; volete che si siano sbagliati? Noooo! Anche perché Berlusconi scese in campo nel '94 dicendo proprio "Io sono mani pulite e basta con questi partiti che rubano", perché lui poverino fu costretto a dargli 21 miliardi per bloccare le sentenze su Fininvest e per fare la legge televisiva che calzava giusto giusto come un calzino (tranquilli, anche di queste inezie nel documentario non se ne parla).
Quando si parla di uno statista bisogna parlare delle sue imprese che hanno lasciato il segno come il grande benessere che ci ha dato, perché scendere in inutili dettagli come la quasi
triplicazione del debito pubblico che stiamo ancora pagando adesso. Per non parlare di come possiamo essere meschini quando pensiamo che possa essere interessante parlare di come con uno stipendio da parlamentare potesse comprare appartamenti e ville in tutto il mondo, un jet personale, una rete televisiva intera per la propria amante, un hotel a Roma, ecc... Chi ha "organizzato" il bel documentario infatti non ha ritenuto di doverne parlare.
Non vorrete ritirare fuori la storia delle tangenti. Tanto "lo facevano tutti" e poi c'era l'immunità parlamentare per "proteggere uno statista di grande rilievo e permettergli di proseguire nell'adempimento dei suoi gravosi compiti".
Perché poi lui non era latitante e pregiudicato ma... in esilio. Per sfuggire a una magistratura politicizzata (tutta insieme... sì...), cosa ben diversa da quando mise il giudice Squillante (detto "ammazzasentenze" e stranamente ritornato ultimamente in auge... che strano...) a fare il consulente della sua Presidenza del Consiglio e anche all'ufficio istruzione e a capo dell'Ufficio del GIP di Roma, dove si decideva sul rinvio a giudizio e sulle sentenze riguardanti i politici. La casualità si è accanita e vorrebbe sporcare
la splendida agiografia, ma non temete perché per fortuna del fatto che con quel sistema nessun socialista fu mai inquisito non è stato necessario parlare.
Anche perché sarebbe poi stato necessario parlare (e non sarebbe stato carino) di tutti quelli che si sono messi d'accordo dopo, mentre lui era "esule", per
confessare addirittura 50 miliardi delle vecchie lire in tangenti personali oltre a quelle versate ai partiti. Che complotto! Sono persino andati in carcere pur di sputtanarlo. Valli a capire...
Quei voltagabbana irriconoscenti degli italiani (ben il 14% di loro lo aveva votato... un suffragio!) gli andarono a tirare invece le monetine all'Hotel Raphael di Roma. Disse Travaglio, che è comunista nonostante sia allievo di Montanelli, che le monetine e le banconote tirate erano false, altrimenti si sarebbe prese anche quelle...
Ma non preoccupatevi. State sereni!
Le immagini finali del documentario, fatto tutto di volanti della finanza, processi, manette e altri immagini raccapriccianti non sono commentate dall'impetuosa voce narrante. Perché farlo? Tanto tutto è chiaro no?
Devo adeguarmi. E' ormai venuta l'ora.
Se Licio Gelli fa una trasmissione perché Mediaset non può santificare i suo protettori in paradiso? Devo togliermi quell'amaro disprezzo, fatto di inutile e anti-storico rancore, che ho verso chi ha distrutto il più antico e grande partito italiano e mettere i socialisti che hanno fatto la storia nel giusto ordine, dimenticando tutte quelle fanfaronate su quelli che hanno perso la vita, sono stati torturati e perseguitati per i loro noiosi ideali di giustizia, eguaglianza e libertà. Se proprio voglio fare mio qualche importante concetto del documentario devo ricordarmi, d'ora in avanti, che in Italia socialismo e liberismo miravano agli stessi fulgidi obiettivi (sono la stessa cosa no? Basta fare un po' di fumo sul liberalsocialismo di Gobetti e la frittata è fatta!). E poi devo togliermi dalla testa tutte quelle minchiate sulla Resistenza.
Anzi, se proprio devo avercela con qualcuno per questo, è giusto sfogare il mio rancore verso quelli che il documentario mi ha indicato chiaramente come i colpevoli della fine del Partito Socialista.
Siete in grado di immaginare chi sono? Un po' di fantasia dai!....
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E' Berlusconi stesso la ''gaffe'' che non aiuta l'Italia


Pubblicata opinione su PIACENZANIGHT.COM (clicca qui)

L'opinione di Ferrara riportata da Ettore P.Bongiorni non trova come al solito nessun riscontro. Soprattutto all'estero.

L'opinione dal titolo "Obama bello e abbronzato. Ma a volte le gaffe di Berlusconi hanno aiutato l'Italia" che emergerebbe "In un editoriale di Giuliano Ferrara su Panorama..." dove secondo il mio collega "emerge una tesi interessante", non è riscontrabile neanche nella minima traccia della stampa estera.
Al di là di diversi gloriosi blog nazionali sono costretto dall'immensa povertà dell'addomesticata informazione italiana ad andare a caccia di notizie nei siti delle testate estere, per capire qualcosa di quello che accade per assurdo proprio in Italia. Me ne leggo ogni giorno parecchi e trovo anche vere e proprie inchieste, molto approfondite. Per ogni paese ho selezionato la testata più conservatrice e quella più progressista, anche se le differenze sono più difficili da cogliere rispetto al nostro paese e comunque non sono sicuramente riconducibili per proprietà o partecipazione a leader di coalizioni come accade da noi. Solo in Francia una testata scandalistica pare sia molto legata al Presidente, ma al momento si è limitata a ritoccare pancette e borse sotto gli occhi.
Noti sono gli editoriali dell'Economist (che non si può certo definire "comunista") oltre alla famosa copertina "Perché Silvio Berlusconi è inadatto a governare l'Italia" e una lunga serie di articoli non certo lusinghieri. Economist fu molto duro anche su alcune scelte economiche del governo Prodi (senza arrivare a un titolo perentorio e definitivo come quello appena citato) ma la reazione fu certo meno imbarazzante di quella del solito Berlusconi.
La battuta su Obama, si aggiunge nella memoria collettiva all'estero all'uscita sul parlamentare tedesco definito "Kapò", anche se solo gli italiani hanno potuto leggere fino in fondo sulla faccia di Fini la voglia di avere un badile per scavare un tunnel sotterraneo e sparire. Negli articoli a commento sull'uscita "dell'abbronzato" di Berlusconi viene sempre richiamato il precedente, oltre a una serie di episodietti che presi da soli sarebbero davvero forse simpatici, ma che nella somma fanno uscire un quadro preciso: quello dell'italiano furbetto, che è sceso in politica solo per proteggersi dai suoi gravi e reali problemi giudiziari e che fedele alla sua origine da imbonitore televisivo non può resistere alla sua stessa volgarità e cafoneria. Questo è il ritratto che esce sempre, con veri accenti di stizza e fastidio, sia da destra che da sinistra.
Articoli che anche lontanamente sostengano o facciano pensare alla tesi di Ferrara proprio non ne ho trovati.
Riporto quindi solo l'ultimo degli articoli che ho letto, dal sito del Guardian e tradotto sul sito "italiadallestero.info", del giornalista David Gow.

"Gordon Brown ha salvato il mondo, Angela Merkel ha salvato il suo budget federale, Jose Manuel Barroso ha salvato la sua carica per un secondo mandato - e Nicolas Sarkozy ha salvato l’Europa. Adesso, mentre un anno orribile sta giungendo al termine fra ancora più terribili previsioni per l’Unione Europea, si fa avanti Silvio Berlusconi.
Ha salvato
David Beckham dall’oscurità di Los Angeles aiutandolo ad ottenere un prestito di 10 settimane alla sua squadra di calcio, l’AC Milan - garantendogli accordi con sponsor molto lucrativi e apparizioni su diversi canali televisivi gestiti dal suo impero Mediaset. Avendo compiuto la missione, e’ ora deciso a tutti i costi a salvare l’Italia e, come Gordon, il pianeta.
Il primo gennaio, il giorno in cui Sarko non sarà più ufficialmente il presidente europeo, l’italiano presidente del consiglio (in italiano nel testo, N.d.T.) assumerà il controllo come presidente del G8 e, con
illusioni di grandezza da togliere il respiro, è già impegnato a organizzare un vertice fra Barack Obama e il russo Dmitri Medvedev.
Entro marzo, quando l’economia europea sarà probabilmente un disastro, Berlusconi prevede un vertice dei G14 - un’idea originariamente di Sarko per coinvolgere le economie emergenti - sulla
“dimensione umana” della crisi finanziaria.
Presumibilmente
questo è linguaggio diplomatico che significa crescente debito personale, povertà, disoccupazione, disperazione e tutti e tutto ciò che di solito si associa alla tetraggine invernale di quella che è, potenzialmente, la recessione peggiore dalla seconda guerra mondiale. Specialmente nel suo paese, che è in recessione da due quadrimestri, che affronta un esorbitante aumento della disoccupazione, che vede il produttore di auto Fiat cercare un partner che lo rilevi per uscire dal suo tormento e, che senza l’euro e la Banca Centrale Europea che lui tanto disprezza, sarebbe in bancarotta.
Berlusconi, che ha un capitale personale di circa dieci miliardi di dollari, e che è un
architetto di riforme giudiziarie in serie per permettersi l’immunità dalla giustizia, è il leader politico che ha chiamato Obama “abbronzato” e che ha paragonato un deputato tedesco a una guardia di un lager nazista (Kapo).
Il suo contributo al programma europeo di ripresa - un pacchetto-stimolo del valore di 200 miliardi di euro che equivale all’1,5% del prodotto interno lordo - sembra consistere in
tagli alle tasse dei suoi sostenitori politici nelle piccole imprese e in sanzioni ridotte per evasori fiscali - equivalenti all’1% del prodotto interno lordo, secondo i politici italiani di opposizione. Il pacchetto è cosi’ irrisorio che la maggior parte degli analisti crede che possa perfino essere una riduzione delle spese.
Adesso il
settantaduenne playboy del mondo occidentale vuole diventare il presidente italiano, succedendo all’ex-comunista e leader Giorgio Napolitano, un uomo di grande integrità, dopo il 2013. Presumibilmente per la vita, alla Mugabee, e, per perpetua immunita’ contro le azioni giudiziarie, alla Chirac.
Questa è, in tutta serieta’, la persona che, per la rotazione, sarà presidente del G8 l’anno prossimo, quando è possibile che ci sarà un bagno di sangue economico in tutto il mondo.
E’ ora di finirla con questo stupido processo e, come previsto per l’Unione Europea sotto il Trattato di Lisbona ora in stallo, di scegliere un presidente di genuina statura e capacità di visione per dirigere questo organismo per il lungo periodo. E specialmente dato che siamo tutti d’accordo che, come il Consiglio di Sicurezza Europeo e l’IMF/Banca Mondiale, dovrebbe essere permanentemente riformato per includere la Cina, l’India e le restanti economie emergenti.
E’ già abbastanza grave che l’eurotossico Vaclav Klaus, il presidente ceco, diventi capo nominale dell’Unione Europea il primo gennaio (Ok, il suo primo ministro presiederà’ gli incontri). Questa rubrica preferirebbe vedere Sarko realizzare le sue ambizioni di diventare presidente a lungo termine dell’eurogruppo e leader de facto dopo il suo successo iperattivo nel dirigere l’Unione Europea per gli ultimi sei mesi.
Forse potrebbe farsi carico anche del G8/G14 per il resto della sua permanenza in carica all’Eliseo - certo di essere prolungato dopo il 2012 per ulteriori cinque anni secondo il modello corrente. O datela a Tony Blair.
A chiunque tranne che all’inadatto Berlusconi, il presidente indiscusso di Tangentopoli 2 (in italiano nel testo, N.d.T.), o città della corruzione, quello che il suo paese nativo e’ nuovamente diventato."

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